lunedì 22 luglio 2019

Gestione logistica nell'ecommerce con modelli peer to peer che avanzano

Il mondo dei trasporti aiuta il compratore. 

Ciò che sta succedendo nel mondo dei trasporti potrebbe sembrare un'area accessoria a chi vende online.

Ma non lo è.

L'accelerazione nelle consegne, promossa da grandi player quali Amazon, Zalando, Groupon giusto per citarne alcuni ha una ricaduta fondamentalmente positiva per il compratore che è al centro di ogni scelta di questi importanti marketplace.


E per chi vuole vendere?

Per chi non è nato con l'intento della vendita "online" (ma non solo), significa riorganizzare le proprie attività logistiche, adottando criteri e strumenti differenti rispetto alle attività "standard" finora conosciute.

Si punta ad una sincronia dei magazzini "online" e "offline", al personale opportunamente formato per evitare intoppi e ottimizzare i tempi di gestione, ad accordi commerciali con corrieri affidabili, ad una gestione post-vendita con risposta immediata.

Oppure si decide di affidare a terzi quanto sopra, perché conteggi alla mano, con gli opportuni test e avendo il prodotto ben posizionato, il servizio di logistica e consegna potrebbe essere esternalizzato.

Le direzioni 

E su questo sta puntando Amazon. Lo sta facendo attivando un sistema di distribuzione con consegna al cliente sempre piu' vicino ad un modello "peer to peer" tipico di aziende quali Uber, Airbnb, ovvero della sharing economy.

Lo si evince da tre principali azioni in corso da parte di Amazon:
- incremento dei punti di ritiro (Amazon Counter) per la consegna finale con accordi con poste, catene di negozi e commercianti di quartiere
- reclutare una flotta di corrieri Amazon (i.e. padroncini) che danno una propria disponibilità oraria e di zona e sulla cui base viene personalizzata la lista di carico per le consegne finali
- test con importanti aziende per trasformare il servizio Prime direttamente in loco (le aziende venditrici diventano un hub presso cui i corrieri Amazon vanno a rifornirsi)

Ipotesi da verificare

Forse un domani... con un'opportuna campagna di benefit, consumatori di Amazon diventeranno degli spedizionieri per consegne nel quartiere o di zona.

Salvo le scommesse, poco importa sapere come andrà a finire, quanto carpirne la direzione e valutare se alla fine convenga gestire internamente la logistica od affidarla esternamente.

Misurare la soluzione VS attendere l'esplosione del problema

Lo si può fare con un test A/B, tipico del marketing: un panel di prodotti stoccato e spedito direttamente dalla propria sede e uno similare attraverso una logistica terzi.

Stabilire un tempo misurandone i costi e i ritorni per entrambe le soluzioni.

Per qualcuno potrebbe sembrare un immediato costo aggiuntivo e lo è: pagare subito (ma poco e certo) rispetto a non pagare nulla (subito) subendo poi l'ondata delle urgenze nel dover attivarsi per seguire il trend che i propri concorrenti stanno già cavalcando con costi e tempi in crescita esponenziale.

E' una tipica domanda aziendale: meglio agire o reagire?






PS: l'articolo di ispirazione di seguito

https://www.livemint.com/companies/start-ups/amazon-battles-uber-other-start-ups-in-nascent-freight-service-1556692017253.html

mercoledì 8 maggio 2019

Quanto Italiana è la vetrina Made in Italy di Amazon?


E' notizia di qualche giorno fa dell'accordo di promozione tra ICE (Istituto Commercio Estero) e Amazon per favorire l'export italiano attraverso l'utilizzo della piattaforma.

L'accordo si basa sulla promozione delle aziende italiane aderenti nella Vetrina dedicata al Made in Italy la quale presenta a mio parere alcune "criticità" emergenti che evidenzio di seguito.

Confido possano diventare (se mai qualcuno di Amazon leggerà 😃) delle possibile aree di miglioramento a vantaggio delle aziende italiane anche in vista dell'attuazione dell'importante accordo.

La Vetrina Made in Italy

La vetrina per i prodotti italiani, esistente dal 2015, è in una fase di aggiornamento strutturale e grafico (sul sito tedesco ed inglese ad esempio sono ancora quelle originarie) a partire dalla pagina principale.


Amazon.it Homepage Made in Italy

Nella pagina di benvenuto si indica che vi sono presenti prodotti realizzati da artigiani e aziende italiane, ma attenzione non necessariamente venduti direttamente da aziende italiane a differenza di quello che sembrerebbe l'intento dell'accordo tra ICE e Amazon.

Ma è 100% Made in Italy?

Ad esclusione delle categorie "vini e gourmet" controgarantiti da enti terzi (i.e. consorzi DOC) e dell'area handmade legata alla sede dell'artigiano, oltre a dei requisiti tecnici, il requisito "di origine italica" essenziale per entrare a far parte della vetrina è che i marchi/prodotti in vendita vengano dichiarati made in italy dal venditore.

Ovviamente il venditore si assume tutte le responsabilità, ma con un piccolo particolare: superato il controllo iniziale un'azienda malfidata potrebbe introdurre successivamente prodotti realizzati anche all'estero sotto lo stesso "marchio" con cui ha dichiarato che i prodotti sono fatti in Italia.

Ad oggi per Amazon (o per chiunque) è difficilissimo (impossibile?) controllare l'origine di ogni singolo prodotto.

Un esempio critico?

Entrando nella vetrina categoria Moda Donna si incontrano marchi con il nome italiano di piena proprietà di aziende estere, ma non solo, si può arrivare ad esempio a prodotti descritti come "Creati in Europa" (finendo però tutti dentro la vetrina Made in Italy fino a prova contraria): https://www.amazon.it/dp/B0164MQCKY

Amazon.it - Scheda prodotto creato in Europa da venditore inglese


Dubbi favoriti da legislazione sfavorevole al consumatore?

Magari il venditore è serissimo ed espone solo prodotti realizzati in Italia ma il dubbio rimane: nel mentre il consumatore medio è convinto che tutti i prodotti dentro la vetrina Made in Italy siano realizzati e venduti da aziende italiane magari anche fuorviati dal nome dei marchi e dei venditori "italianizzati".

E' risaputo dei continui abusi favoriti da una legislazione internazionale debole a tutela del Made in Italy: per Amazon di certo mantenersi in linea e lasciare piena responsabilità ai venditori non lo esporrà a particolari problemi legali, ma sarà altrettanto certo che il consumatore avrà poche garanzie sulla piena italianità del prodotto.



Una proposta per Amazon 

Non essendoci la tracciabilità di prodotto per la maggior parte delle categorie Made in Italy, si potrebbe pensare di vincolare il venditore ad includere nella scheda prodotto il nome e indirizzo dello stabilimento dove viene prodotto. 

In mancanza di questa informazione il prodotto non comparirebbe nella vetrina.

Se un venditore non desiderasse inserire questa informazione (magari non vuole rivelare il nome del produttore da cui si rifornisce) potrebbe comunque continuare a vendere liberamente indicando nelle sue descrizioni che il prodotto è made in italy, ma verrà escluso dalla selezione.

Le aziende manifatturiere italiane invece potrebbero vedere riconosciuta pubblicamente la qualità del proprio prodotto in una vetrina altamente qualificata.

Infine questo porterebbe ancora una volta Amazon all'avanguardia nell'attenzione del consumatore nonché vero promotore del Made in Italy nel mondo.





mercoledì 24 aprile 2019

E' possibile invitare Clienti di Amazon ad acquistare sul proprio sito?

Come si possono usare le informazioni dei Clienti Amazon?

Quando si vende in Amazon si entra in possesso di una serie di informazioni sui Clienti che possono permettere un contatto diretto con gli stessi.

Nelle regole di Amazon questi contatti devono avere soprattutto natura di servizio clienti all'interno della piattaforma stessa per la gestione degli ordini e spedizioni.


Vietato contattare Clienti Amazon per mandarli sul proprio sito
Nel passato qualche venditore ha "abusato" di queste informazioni per contattare direttamente i clienti e proporgli attività ex-Amazon, in particolare verso i propri siti.

Questi venditori sono stati "espulsi" da Amazon per il mancato rispetto delle regole.

Vi è però una presunta area grigia in cui le policy di Amazon non sono chiarissime in particolare per quanto concerne il materiale all'interno degli imballi per le spedizioni gestite dal venditore.

Le regole Amazon che disciplinano le azioni verso gli acquirenti

Le policy di Amazon al riguardo di azioni dirette verso i consumatori sono definite in un'apposita sezione di cui se ne ricava quanto segue:
[...]Tentativi di manipolazione delle transazioni o degli acquirenti:È vietato qualsiasi tentativo di eludere la procedura di vendita prestabilita da Amazon o di indirizzare gli utenti di Amazon verso un altro sito web o un'altra procedura di vendita. Nello specifico, sono proibiti i messaggi pubblicitari o di marketing (ad es. offerte speciali) o altri inviti all'azione che incoraggino in qualsiasi modo gli utenti a uscire dal sito Amazon. Sono inclusi in questa restrizione:

  • L'utilizzo di messaggi e-mail che indirizzino l'utente al di fuori della procedura di vendita prestabilita da Amazon.
  • L'inclusione di link, URL o indirizzi web all'interno di e-mail di conferma degli ordini o nella descrizione dei prodotti che siano intesi a incoraggiare gli utenti a utilizzare una procedura di pagamento diversa da quella stabilita da Amazon.[...]



In questi passaggi Amazon non parla esplicitamente di azioni "offline" ovvero di materiale promozionale all'interno degli imballi, cosa che invece fa in maniera chiara per tutte le spedizioni gestite dalla logistica (Prime), come si ricava da un'altra sezione delle regole:
[...] È proibita la presenza di materiale promozionale non autorizzato (p. es. brochure, etichette dei prezzi o adesivi non di Amazon). Non accettiamo prodotti già prezzati.[...]


Si possono mettere dei coupon del proprio sito nell'imballo delle proprie spedizioni?

L'argomento è storicamente oggetto di confronti tra venditori con i piu' "anziani" che consigliano di non mettere materiale pubblicitario nemmeno all'interno degli imballi gestiti con spedizioni dirette.

La presunta area grigia può essere una zona in cui se si interviene con delle azioni esplicite che indirizzano il consumatore al di fuori del perimetro di Amazon potrebbe mettere fortemente a rischio l'account del venditore: se Amazon viene conoscenza del comportamento difficilmente avrà remore a sospenderne l'attività.


Alternative?

Per i produttori private label o i brand le azioni di marketing dirette possono essere portate avanti includendo materiale e promozioni all'interno della confezione originale del prodotto (di fatto fanno parte del prodotto e non della spedizione) come ad esempio già avviene per la registrazione del prodotto per finalità di garanzia.

In generale anche la lettera di ringraziamento può riportare i riferimenti del sito aziendale per maggiori informazioni sul servizio clienti o alle garanzie del venditore, lasciando quindi facoltà al consumatore di visitare il sito stesso.


lunedì 18 marzo 2019

Vendere servizi per la casa e ufficio con Amazon


Seppure non ancora arrivato in Italia, sta avendo un discreto successo in USA (e da poco in UK) il marketplace dei servizi per la casa (e ufficio): sviluppato da Amazon permette ai consumatori di prenotare dalla piattaforma dei "pacchetti" abbinati all'acquisto dei propri prodotti o semplicemente l'intervento di uno specialista per i propri bisogni domestici/ufficio.

Artigiani, autonomi, liberi professionisti e in genere aziende specializzate nei servizi per la casa e l'ufficio a breve potrebbero avere un deciso incremento delle proprie opportunità di guadagno (o ridimensionamento a seconda di come impatterà sui fatturati di ognuno).

L'invasione

Dopo essere entrato nella quotidianità e nelle case della gente con i prodotti di tante categorie (non ultimo i farmaci), dopo aver creato l'assistente Alexa per aiutare a scegliere i prodotti, dopo avere istituito la flotta di corrieri per consegnare gli stessi, dopo essere entrato nelle tv dei consumatori con Primevideo , Amazon prosegue nell' "invasione" con gli "installatori" dei prodotti e gli specialisti nel loro utilizzo.

Il servizio, inizialmente previsto per le installazioni tipicamente domestiche (tv, arredamento) si è esteso velocemente nell'ambito della sicurezza, degli uffici e soprattutto nella domotica dove la sinergia con i dispositivi smart home coordinati dall'assistente Alexa possono fare veramente la differenza.

Ma non solo.

Come funziona

La tipologia di servizi copre innumerevoli necessità per la casa (e ufficio) tra i quali:
  • installazioni tv, condizionatori, luci, reti wifi  
  • assemblaggio arredamento
  • pulizia
  • videosorveglianza
  • manutenzione giardino e idraulica
I servizi sono "preconfezionati" da Amazon: il prestatore dovrà far ottenere al consumatore quanto indicato nella scheda servizio.

L'acquisto del servizio avviene secondo due modalità principali:
  • il compratore entra nella pagina del prestatore di servizio e propone 3 diverse date di appuntamento, successivamente confermate dal prestatore
  • il compratore acquista il servizio senza scegliere un prestatore, in questo caso Amazon inoltra ad un prezzo medio prestabilito la richiesta a tutti i prestatori specializzati presenti nella zona del consumatore che produrranno la propria disponibilità


La peculiarità

Uno dei punti forti di questo servizio è che gode del sistema tipico di Amazon: da un lato una stringente politica di performance per qualificare i prestatori (che vengono anche selezionati in ingresso) e dall'altro un'ampia platea di consumatori che si fidano di Amazon.

Chi incassa

Il compratore inoltre paga Amazon per il servizio (o perlomeno crede di farlo): anche qui successivamente Amazon riversa l'incassato trattenendo le proprie commissioni al prestatore del servizio con le medesime modalità dei venditori di prodotto.

Concludendo

I numeri parlano chiaro: la vendita di servizi domestici è un mercato che in USA è stimato in circa 600 miliardi di dollari annui ed Amazon ci sta decisamente mettendo le mani sopra.




domenica 17 febbraio 2019

Amazon Family of Brands sta cercando il tuo prodotto, ti farai trovare?

L'attenzione sul prodotto

Se fai parte di un'azienda manifatturiera o conosci aziende che producono, soprattutto conto terzi e su commessa, potresti essere interessato a comprendere cosa sta facendo Amazon per proporre nelle sue piattaforme gli articoli senza marchio (unbranded) o comunque che non fanno parte di un marchio riconosciuto dal mercato.

E' noto come Amazon stia attraendo sempre piu' persone a cercare e poi comprare prodotti sulla sua piattaforma. Per alimentare questa domanda si rende necessario creare sempre piu' opportunità a vantaggio dei consumatori stessi, con un rapporto qualità/prezzo il piu' possibile elevato.

Tali opportunità sono spesso il connubio di diversi fattori, sempre piu' volti al mondo delle piccole imprese che non hanno la forza per lanciare dei prodotti su scala internazionale o comunque con un proprio marchio.

La nuova strategia di Amazon come riassunto di diverse esperienze

 Come detto in un post precedente in Linkedin , Amazon possiede una miriade di marchi (oltre 150 private-label) di cui i piu' ignorano. Questi marchi proposti nelle proprie piattaforme (il piu' famoso è Amazon Basics) rappresentano prodotti non realizzati direttamente da Amazon ma da produttori terzi con cui sono stati stretti degli accordi di produzione.

In un altro post parlavo della chiusura del programma Vendor Express, programma che permetteva a venditori/produttori di vendere direttamente i propri articoli ad Amazon che poi si occupava della vendita diretta nella propria piattaforma.

E' utile sapere come i buyer di Amazon partecipino alle diverse fiere settoriali nel mondo a caccia di prodotti da includere nelle proprie collezioni.

Infine diversi trader/commercianti online analizzando la domanda da parte dei consumatori in Amazon identificano delle opportunità di prodotto e creano dal nulla dei marchi/private-label comprando dai produttori principalmente cinesi su Alibaba. 

L' "acceleratore" internazionale della Amazon Family of Brands

La strategia di Amazon prevede il lancio di un nuovo programma che seleziona produttori in giro per il mondo incaricandoli di "marchiare" una loro collezione di articoli e assegnando loro un supporto dedicato con un piccolo particolare: se alla fine di questo periodo di accompagnamento il nuovo brand funzionerà, Amazon si riserva l'opzione di rilevare il brand ad un prezzo prestabilito in fase contrattuale.




Come funziona

Il produttore che si auto-candida, viene valutato e in caso positivo selezionato. Dopo la sottoscrizione di un accordo, viene accompagnato ad un lancio importante all'interno della piattaforma con il supporto di un team di buyer di Amazon e avendo a disposizione una serie di strumenti performanti tra cui l'accesso al programma Vine.

Per accedere al programma il produttore è vincolato a diversi aspetti tra i quali deve: registrare e proporre il marchio unicamente in Amazon, dimostrare di essere azienda socialmente responsabile, sostenere dei costi di provvigione solitamente maggiori rispetto alle commissioni standard previste per i venditori, affidarsi unicamente alla logistica Amazon, fornire il packaging e occuparsi di ogni eventuale necessità legata alla tassazione sulle vendite.

Ma funziona anche per i produttori Italiani?

Il programma è previsto anche in ambito europeo, aziende italiane incluse, anche se ad oggi non risulta ancora presente una pagina europea dedicata.

Il Link

Al momento è possibile proporsi inviando la propria candidatura attraverso una pagina americana di Amazon: https://www.amazon.com/b?ie=UTF8&node=17882322011

31/05/19

E' attivato anche in Italia il programma di accelerazione raggiungibile al seguente indirizzo: https://www.amazon.it/l/?node=16071369031


martedì 22 gennaio 2019

Come comprare su Amazon - parte 2/4



Miniguida per comprare su Amazon al meglio - parte 2 di 4


Dopo aver affrontato nella prima parte la ricerca dei prodotti in Amazon, proseguiamo con l'analisi di quanto proposto nelle schede prodotto e dai diversi venditori

Come comprare su Amazon - parte 1/4


Miniguida per comprare su Amazon al meglio - parte 1 di 4


Quando si entra sul sito di Amazon Italia, ci si trova di fronte alla possibilità di accedere a circa 266 milioni di prodotti (fonte Scrapehero.com).

Facendo seguito ad un precedente articolo "Mamma mia! Quanto ho speso in Amazon" questa mini guida vuole cercare di semplificare le attività di ricerca e analisi per favorire i migliori acquisti all'interno di questo impressionante volume di prodotti, compresa la gestione delle sostituzioni e resi col fine di risparmiare tempo e, perché no, denaro.

E' una guida basata sulle attività desktop (da pc) , ma può benissimo essere adattata con degli accorgimenti alla navigazione mobile.


Un brevissimo glossario

Inizio con un breve glossario di termini che verranno spesso richiamati.

Termini di ricerca: sono l'insieme delle parole inserite nella barra in alto per cercare un prodotto

Scheda Prodotto: è il prodotto riportato nel suo dettaglio, comprensivo di immagini, dettagli tecnici, descrizioni, pulsanti acquisto, recensioni, domande/risposte

Venditore: posizionato sulla parte destra (c.d. buybox) della scheda prodotto è l'azienda che mette il prodotto in vendita, compare come "venduto da" , può comparire anche come "spedito da" nei casi in cui non usufruisca del servizio Prime (logistica di Amazon)

Piattaforma: per convenzione si intende Amazon.it

Posizionamento delle voci principali del glossario

Quattro considerazioni

La prima cosa da ricordare: non è detto che oggi sarà l'ultimo giorno in cui si può acquistare il prodotto che tanto si desidera a quel prezzo da favola

La seconda cosa da ricordare: per una data ricerca in un preciso istante, vengono sempre proposti prodotti che piacciono alla maggior parte delle persone in quel momento

La terza cosa da ricordare: i prodotti spediti con Prime possono essere venduti da venditori diversi da Amazon, ma se si ha problemi è consigliabile prima di tutto parlare sempre con l'assistenza diretta della piattaforma

La quarta cosa da ricordare: le recensioni pubbliche sulla piattaforma sono principalmente di due tipi ovvero sul prodotto e sul servizio del venditore, si tende a sovrapporle ma non sono per niente la stessa cosa

CIAK SI ACQUISTA? No, prima cerchiamo bene!

1 - Prima fase: la ricerca

Tentare piu' combinazioni: quando si ricerca un prodotto sulla barra di ricerca, non fermarsi alla stessa combinazione di termini di ricerca, fare ricerca anche con i sinonimi.
perché questo? perché le schede prodotto in tante occasioni sono realizzate con descrizioni che non coprono tutte le variabili rispetto ad un prodotto

Velocizzare la ricerca: per una ricerca piu' veloce utilizzare sin dall'inizio la spunta della categoria.
perché questo? perché l'algoritmo, seppur si sforzi di captare cosa si ha per la testa, tende ad individuare i prodotti piu' forti (vendite e recensioni) su tutte le categorie e sottocategorie

I filtri a volte escludono: per una ricerca piu' efficace utilizzare i filtri sulla sinistra ma attenzione: piu' si va a fondo con i filtri piu' selettivi si diventa con il rischio anche di perdere delle occasioni importanti
perchè questo? perché alcune volte le schede prodotto non sono compilate in maniera dettagliata, e talune informazioni mancanti (ma che sarebbero pertinenti) relative ai filtri selezionati fanno sparire il prodotto dalla ricerca
Anatomia di un risultato di ricerca

2 - Seconda fase: i risultati della ricerca

La composizione dei risultati: i risultati ottenuti di norma presentano i primi 3/4 prodotti con la dicitura "Sponsorizzato" e altrettanti a metà pagina: questi sono prodotti che compaiono in prima pagina perché i Venditori hanno pagato per poter farli comparire li'.
perché questo? perché la piattaforma cerca di favorire, oltre il proprio interesse economico, anche il lancio di nuovi prodotti che soprattutto all'inizio non essendo conosciuti tenderebbero ad avere difficoltà a comparire nelle prime pagine di risultato

Un ordine non casuale: Solitamente i prodotti si presenteranno con un ordine determinato da piu' fattori: pertinenza rispetto ai propri termini di ricerca, prezzo, recensioni e da elementi non visibili quali le vendite e il numero di click.
perché questo? perché la piattaforma tende ad esaltare i prodotti che si stanno cercando e acquistando di piu' in un dato periodo in quanto è un indice attendibile sulle preferenze dei consumatori e del trend in atto

Le etichette importanti: in alcuni casi si troveranno vicino ad un prodotto delle "etichette" con scritto "Piu' venduto" (di una sottocategoria) o "Amazon's Choice" (individuato sulla base di specifici termini di ricerca) per favorire l'individuazione dei prodotti che in quel momento possono essere considerati piu' forti: ma il giorno (o qualche ora) dopo potrebbero cambiare.
perché questo? perché la piattaforma cerca di garantire il trend piu' forte in quel dato momento portando l'attenzione del consumatore del tipo "altri lo stanno cercando o comprando molto bene"


domenica 9 dicembre 2018

Prime di Amazon , quello che conta alla fine per i Venditori

Amazon visto dai consumatori

Recentemente parlando con il mio dentista di fiducia, appassionato di tecnologie e sempre aggiornato sulle novità, ho scoperto come fosse incuriosito dal mondo Amazon (tra cui il recente valore in Borsa e la flotta di aerei Prime Air).

Cosi' gli ho domandato se fosse abbonato Prime.
Mi ha risposto di no, mentre la sua assistente presente in quel momento mi ha detto si.
Ho domandato se sapessero a quali benefit fossero destinati gli abbonati Prime.

"Spedizioni veloci e gratuite!" la risposta dell'assistente.

Ho detto "Si , ma non solo" , molti del settore magari lo sanno, ma forse sfugge ai piu' la potenzialità degli abbonati Prime , i servizi a loro disposizione e la loro natura consumistica.

Di sicuro un test sul mio dentista e la sua assistente non è scientifico , ma sono convinto non sia cosi' distante dalla maggioranza dei consumatori.

Prime di Amazon 

Il servizio in abbonamento Prime di Amazon non è solo consegne gratuite e veloci: è anche il servizio Prime Video, le anteprime (una selezione gratuita) di Kindle Libri, Amazon Music, Audible (audiolibri), Twitch (giochi online), Foto.


Secondo un'indagine JP Morgan richiamata da Statista.com gli abbonati Prime (in questo caso Americani) a fronte di 119 dollari annuali ricevono un benefit di servizi pari a 784 dollari.

Per le Aziende che vendono in Amazon


Se cercate in internet, quando si parla di Prime per i Venditori emergono soprattutto aspetti (certamente condivisibili) relativamente a:
- migliore posizionamento per farsi trovare
- ottenere piu' facilmente la buy box
- gestione logistica piu' facile
- risparmi nei costi di spedizione internazionali
- risparmi nella gestione del post-vendita
- risparmi nelle traduzioni internazionali

Quello che conta alla fine

Di certo farsi trovare è importante, risparmiare sui costi relativi alla vendita (quando è avvenuta) è innegabilmente un'ottima misura ma alla fine quello che veramente ci interessa è centrare un mercato disposto a spendere per i nostri prodotti.



L'abbonato Prime (fonte Statista - dati americani) , mediamente , è piu' incline ad aprire il portafoglio rispetto ad un non abbonato Prime. E' un cliente fidelizzato, che magari non ha ancora capito la completa convenienza nell'esserlo, ma che continuerà a spendere su quel tipo di prodotti perché è Prime ad offrirglieli.

Perché non accogliere la sua benevolenza?



mercoledì 5 dicembre 2018

Quiz Vendere su Amazon Italia


Può capitare di cercare spesso e trovare tante informazioni su come vendere su Amazon, come caricare i prodotti, che prezzi mettere, quali cose si possono fare con la piattaforma.

Quello che però manca a mio parere è un pò di "sintesi": ho pensato ad un breve quiz , magari aggiornato in futuro con altri argomenti (che sono tantissimi), con alcune domande che confido possano anche essere di indirizzo per chi sta cercando ma non ha trovato ancora la risposta giusta.

Nel frattempo, anche chi solo vuole cimentarsi per un breve confronto e ottenere il massimo punteggio (50) ecco di seguito




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